Settimana scolatica corta? E’ un taglio mascherato.

COMUNICATO STAMPA
RIFONDAZIONE COMUNISTA: “SETTIMANA CORTA? È UN TAGLIO MASCHERATO. LA PROVINCIA COLPISCE GLI STUDENTI E MENTE. INCIUCIO PD–FDI CONTRO I DIRITTI.”

Rifondazione Comunista denuncia con forza l’operazione della Provincia di Vicenza, che tenta di vendere come “miglioramento del servizio” quello che è, nei fatti, un taglio pesantissimo al trasporto pubblico scolastico. Un taglio che colpisce proprio chi ha meno voce: gli studenti delle scuole superiori, costretti a subire le conseguenze di scelte compiute sopra le loro teste.

La soppressione delle corse speciali del sabato non ha nulla di didattico né di educativo: è una misura puramente economica, funzionale a ridurre i costi della Provincia — riscaldamenti, utenze, personale — chiudendo gli edifici un giorno in più. Si gioca con la vita scolastica degli studenti per far tornare i conti.
È inaccettabile.

Grave è il comportamento del presidente Andrea Nardin, eletto come indipendente dal centrosinistra e ora approdato in Fratelli d’Italia. La sua parabola politica racconta molto più di mille dichiarazioni: PD e FdI, quando si tratta di tagliare servizi e diritti, marciano uniti. Sulla vicenda del trasporto pubblico, come su altre partite anche europee (Rearm Europe), l’inciucio è evidente.

Non meno grave è il silenzio del Sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, socio (anche se minoritario) di SVT, che avrebbe il dovere politico e morale di alzare la voce contro il taglio del servizio pubblico.
Non lo fa. Non contesta i tagli. Non difende gli studenti. Non fa scudo per le scuole superiori. Il suo immobilismo lo rende parte del problema, il suo silenzio lo rende complice.

La motivazione ufficiale con cui SVT giustifica i tagli – la presunta difficoltà a reperire autisti – è una mistificazione. La verità è chiara a tutti: SVT non trova giovani autisti perchè l’azienda offre salari da fame. E i 135 autisti, che rimangono, vengono spremuti fino all’osso, con turni eccessivi e adesso anche in deroga al contratto nazionale, aumentando il rischio per la sicurezza degli studenti, soprattutto nei rientri pomeridiani. Turni più lunghi tra lunedì e venerdì ergo meno sicurezza.

La settimana corta imposta ai licei e agli istituti tecnici e professionali cittadini – dove si concentrano 32, 33  e 34 ore in 5 giorni – significa giornate da 8–9 ore consecutive, come riportano gli articoli odierni: come dicono i dirigenti scolastici, una vera e propria prova di resistenza, non un modello educativo.
È un colpo durissimo alla qualità dell’apprendimento, all’inclusività dei più fragili e alla salute psicofisica di tutti gli studenti.
Altro che modernizzazione: è un peggioramento netto delle condizioni di studio e di vita.

A tutto questo si aggiunge l’assurdità di pensare a un aumento della permanenza a scuola in istituti privi di mense, privi di spazi adeguati per pranzare, privi di aree, all’aperto o al chiuso, per una pausa degna di questo nome.
Dopo la sesta ora seguono 25 minuti di pausa: un panino freddo e una coca-cola mangiati in piedi in corridoio dovrebbe diventare la normalità per migliaia di ragazzi?
Un insulto alla dignità degli studenti, che devono imparare fin da subito quanto precaria e indecente sarà la loro futura vita lavorativa.

Fortunatamente mentre la Provincia impone tagli al bilancio e SVT taglia i servizi e il presidente Nardin viaggia in auto blu, sappiamo che studenti e docenti resistono e cominciano a protestare:

– studenti del Liceo Quadri hanno iniziato a mobilitarsi perchè contrari alla settimana corta;

– docenti dell’ITIS Rossi già a giugno hanno espresso, in collegio docenti, una critica netta e a ottobre hanno rifiutato di avallare una scelta priva di fondamento didattico;
ma anche altre comunità scolastiche, che vedono calpestati i propri bisogni, riflettono e si informano.

Rifondazione Comunista sostiene le sacrosante proteste degli studenti, che vedono i propri diritti sacrificati a una logica di austerità sempre più feroce, figlia di una “economia di guerra” che prepara nuovi tagli a scuola, sanità, servizi sociali, pensioni e trasporti.
Sosteniamo i collegi docenti che non si piegano e chiediamo ai dirigenti scolastici non solo di respingere pressioni politiche che nulla hanno a che fare con la buona didattica, ma anche di chiedere ulteriori confronti con SVT, la provincia e il comune capoluogo.

Chiediamo:

– il ritiro immediato di ogni ipotesi di taglio alle corse scolastiche del sabato,

– l’apertura urgente di un tavolo pubblico e trasparente, con studenti, famiglie, docenti e lavoratori del TPL,

– che il Sindaco Possamai assuma finalmente la responsabilità politica che gli compete e presieda questo tavolo.

La scuola non è un’azienda. Gli studenti non sono numeri da comprimere per pareggiare un bilancio.

Il diritto allo studio e alla mobilità non si toccano.

Basta tagli. Basta inciuci. Dalla parte degli studenti, sempre.

La Segreteria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza