TAV, trent’anni dopo la Lega “approfondisce”. Rifondazione: la città venga ascoltata

Rifondazione risponde alla Lega di Salvini, sulla questione TAV a est di Vicenza, la criticità dello scavalco del montone, e l’insostenibilità del quartiere di Settecà

Bizzotto, Dalla Negra e Zotta Zentile, nell’ordine senatrice, consigliere comunale e segretario cittadino della Lega, intendono “approfondire” la questione TAV a est di Vicenza, in particolare il cosiddetto “scavalco del Montone”. Per questo hanno incontrato in questi giorni il ministro e vice premier Salvini e chiesto di poter incontrare presto i tecnici di RFI, per esaminare direttamente le ragioni progettuali, gli effetti suI quartieri interessati dalla linea.

Un risveglio tardivo, che dimostra il vuoto di chi governa da anni il Comune come la Regione come lo Stato. Il progetto del TAV, con le sue enormi criticità urbanistiche e ambientali, ha trent’anni di storia ed è stato voluto con ostinazione da tutte le maggioranze, di centrodestra e di centrosinistra. Solo oggi, con un ritardo stratosferico, questi amministratori scoprono di dover studiare gli aspetti tecnici dell’opera e lo comunicano fieri alla cittadinanza come fosse una novità aspettandosi una medaglia.

Sarebbe una comica, se non fosse una tragedia per i quartieri coinvolti e per l’intero territorio.

Rifondazione Comunista chiede alla giunta Possamai di convocare con urgenza un’assemblea pubblica cittadina, che coinvolga i comitati dei quartieri, le associazioni ambientaliste, i tecnici di RFI e il presidente della Regione Veneto Stefani. Sul futuro della città e dei suoi quartieri, i cittadini hanno diritto a risposte chiare, precise e sostenibili e a una discussione pubblica e trasparente, non a passerelle e rinvii.

Segreteria Provinciale

Federazione di Vicenza – Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea