Basi USA a Vicenza: Solidarietà piena ai 29 lavoratori italiani scaricati dai padroni a stelle e strisce!

Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza esprime solidarietà piena e incondizionata ai 32 lavoratori e lavoratrici addetti alla logistica e alla manutenzione delle basi americane Ederle e Del Din, licenziati senza pietà dalla ditta subappaltatrice SkyBridge Tactical Italy srl, società “italiana” solo di facciata, con rappresentanti legali americani e committente statunitense.

Approfittando della legislazione italiana – scritta per difendere il padrone e mai chi vive del proprio lavoro – questi signori hanno licenziato in blocco, rifiutando ogni mediazione e ogni tentativo di accordo al tavolo di conciliazione regionale. Una decisione arrogante, vergognosa, resa possibile da anni di politiche padronali votate da governi di destra e di sinistra, tutti complici nel precarizzare il lavoro, ridurre diritti, abbassare salari e rendere le vite dei lavoratori sempre più fragili e sacrificabili.

Questo è il vero volto dell’“amicizia” tra Italia e Stati Uniti: un’amicizia che calpesta i diritti, sfrutta i lavoratori e ingrassa i padroni locali e d’oltreoceano.
Altro che “alleanza per la democrazia”! La presenza delle truppe USA a Vicenza non porta benessere, ma militarizzazione, disuguaglianze e speculazione immobiliare. L’unico “sviluppo” garantito è quello dei conti correnti degli immobiliaristi nostrani che affittano case a peso d’oro ai soldati americani con famiglia al seguito.

Alla luce dei licenziamenti confermiamo, senza ombra di dubbio, che il recente Festival dell’Amicizia Italia-USA svoltosi a Vicenza è stato solo un’operazione di propaganda militare, una vetrina per chi vuole normalizzare la presenza di un esercito straniero nella nostra città. Ma dietro le bandierine, le foto e gli inni patriottici si palesa la realtà: lavoratori italiani trattati come numeri da cancellare, vite precarizzate e famiglie lasciate senza reddito né prospettive.

È questo il “turbocapitalismo di guerra” che stiamo vivendo: un sistema in cui le persone valgono meno di un appalto, in cui il lavoro è una variabile da tagliare nei bilanci aziendali in cui si sacrificano le vite sull’altare del profitto e del riarmo.
Un sistema marcio che considera i lavoratori carne da macello o carne da cannone: nei cantieri, nelle fabbriche, nei magazzini della logistica, nelle basi militari.

Rifondazione Comunista denuncia con forza questa ennesima ingiustizia e chiede una mobilitazione vera, popolare, sindacale e politica per difendere il diritto al lavoro e la dignità di chi lavora.
Non bastano più le note indignate: serve lottare, insieme, contro il potere dei padroni e dei loro governi, contro la guerra e contro chi la alimenta anche dentro casa nostra.

Vicenza non è una colonia militare.
Il lavoro non è una merce.
La dignità non si appalta.

La segreteria provinciale
Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza