Le notizie apparse oggi sulle cronache locali dipingono un quadro drammatico e inaccettabile della nostra provincia.
Da un lato il dolore e la rabbia per il giovane lavoratore di 20 anni tragicamente ucciso sul posto di lavoro; dall’altro la protesta disperata di un operaio a Monticello Conte Otto, costretto ad arrampicarsi su una gru del cantiere in cui lavorava per rivendicare diversi stipendi mai pagati dall’azienda.
Due vicende solo apparentemente diverse, ma figlie della stessa matrice.
Emergono con violenza solo dopo una tragedia o quando un lavoratore, per disperazione, mette a rischio la propria vita su una gru per avere ciò che gli spetta di diritto.
Come Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista Vicenza lo diciamo senza mezza misura: dietro la facciata del “ricco” e virtuoso territorio vicentino si nasconde una realtà fatta di ricatti, lavoro sommerso, assenza di sicurezza e vero e proprio caporalato.
Il sistema dei subappalti a cascata e della massima compressione dei costi porta inevitabilmente a questo, la vita umana svalutata!
La sicurezza viene trattata come un costo da tagliare per massimizzare i profitti, trasformando i luoghi di lavoro in mattatoi.
Le morti sul lavoro non sono fatalità, ma tragedie annunciate di una strage quotidiana.
La dignità calpestata! Lavoratori lasciati senza contratto, pagati in nero o non pagati affatto, costretti ad azioni estreme anche solo per portare il pane a casa.
Non basta più la condanna morale, non bastano le lacrime di circostanza delle istituzioni e delle categorie economiche. Serve la lotta.
Rifondazione Comunista si schiera al fianco di chi lavora e rilancia la mobilitazione su punti non negoziabili:
Stop immediato ai subappalti a cascata e ripristino della responsabilità diretta delle aziende committenti.
Qualificazione delle imprese e clausole sociali reali: le aziende che non rispettano i contratti, che non pagano i lavoratori e le lavoratrici o che violano le norme sulla sicurezza devono essere escluse da qualsiasi appalto e sanzionate severamente.
Assunzione immediata di ispettori del lavoro. Servono controlli capillari e sanzioni penali efficaci, compresa l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.
Abbattiamo il muro del silenzio e dell’omertà che protegge questo modello di sviluppo tossico.
Invitiamo i lavoratori,le lavoratrici, i sindacati e tutta la cittadinanza a unire le forze per costruire un fronte di risposta e di lotta sociale in tutta la provincia.
Non si deve morire di lavoro, non si deve mendicare il proprio salario.
Segreteria Provinciale Rifondazione Comunista – Vicenza