Salutiamo la vittoria del movimento ambientalista vicentino

Finalmente una buona notizia, il tribunale di Vicenza ha rigettato in toto la schifosa “richiesta danni ultramilionaria” avanzata dai costruttori di ecomostri, Sviluppo Cotorossi, nei confronti degli ambientalisti vicentini che si erano prodigati contro la devastante colata di cemento chiamata “Lottizzazione Borgo Berga”.
Rifondazione Comunista esprime totale solidarietà ad Adriano Battagin, ex presidente del circolo cittadino di Legambiente vicenza, e alla prof.ssa Giovanna Dalla Pozza Peruffo, presidente di Italia Nostra Vicenza, e a Paolo Crestanello del Comitato AntiAbusi edilizi di Vicenza e a Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto che maggiormente si sono esposti nella grande campagna di difesa del territorio vicentino dalla voracità predatoria dei grandi costruttori. Grazie, grazie per il vostro impegno, la vostra passione, la vostra competenza.

Rifondazione Comunista Vicenza

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Riportiamo qui sotto il post dell’Avv. Francesco Buso, ex difensore civico di Vicenza, che ha difeso Paolo Crestanello

IL PENTOLONE MALEODORANTE DI BORGO BERGA: UNA SENTENZA STORICA PER LA SOCIETA’ CIVILE VICENTINA
“Il pentolone maleodorante di Borgo Berga rigurgita di omissioni, false informazioni, depistaggi e favoritismi, il che la dice lunga sullo stato di illegalità esistente nella nostra città” (Paolo Crestanello) : è una delle dichiarazioni per le quali la soc. Sviluppo Cotorossi, appartenente al notissimo Gruppo Maltauro, si è sentita diffamata ed ha fatto causa per danni materiali e morali, pari a ben tre milioni di euro, ad alcuni cittadini, i quali, con le associazioni ambientaliste alle quali appartengono (Paolo Crestanello per il Comitato anti abusi edilizi, Giovanna Dalla Pozza per Italia Nostra, Adriano Battagin e Luigi Lazzaro per Legambiente), da anni stanno conducendo una battaglia civile per contestare la legalità, sotto il profilo dell’azione amministrativa e delle ripercussioni ambientali, della realizzazione del complesso immobiliare noto come “Borgo Berga”.
Si tratta di una mastodontico complesso immobiliare (non ancora del tutto completato) posto alla confluenza dei fiumi Retrone e Bacchiglione, alle pendici di Monte Berico ed in prossimità della famosa villa palladiana nota come “La Rotonda”.
Personalmente, mi sono occupato della questione patrocinando in giudizio Paolo Crestanello, esponente del Comitato antiabusi edilizi di Vicenza.
Con la sentenza del Tribunale di Vicenza n. 927 del 25/05/2020, giudice dott.ssa Stefania Caparello, le cui motivazioni offro qui in allegato, la domanda della società costruttrice è stata RIGETTATA, riconoscendo che le esternazioni critiche dei cittadini coinvolti (con i loro personali patrimoni) nella causa potevano ritenersi “continenti”, ovverossia giustificabili e proporzionate “anche all’esito del lungo iter giudiziario che si è sviluppato intorno alla vicenda in esame e tenuto conto degli interessi in questione”.
La sentenza precisa che questi interessi RAPPRESENTANO PUNTI DI NOTEVOLE IMPATTO NELLA COMUNITA’ DI RIFERIMENTO , riguardando, in particolare, “LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE PUBBLICHE NONCHE’ LA LEGALITA’ DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA,” e che “non è chi non veda come le dichiarazioni rese, a vario titolo, dai convenuti SIANO AMMANTATE DA UN PENETRANTE INTERESSE DELLA NOTIZIA PER LA SOCIETA’.
Una peculiarità di questa sentenza, che ritengo di assoluta importanza perché impone riflessioni che vanno oltre i casi personali in decisione, è che, nell’atto di motivare l’incolpevolezza degli autori delle dichiarazioni sgradite alla società costruttrice e pur concedendo, tutto sommato, una certa indulgenza (non condivisibile, ma questo è un aspetto secondario) verso la medesima, essa fa implicitamente risaltare le inquietanti responsabilità di quei soggetti istituzionali che non hanno vigilato sulla “OPACITA’ DELL’OPERAZIONE NEL SUO COMPLESSO SOPRATTUTTO AGLI OCCHI DELLA CITTADINANZA “.
E lo fa con un mezzo molto semplice ed efficace: riportando tra virgolette e ponendo a confronto tra loro, le dichiarazioni pungenti ma argomentate dei privati cittadini e i concordanti – ripeto concordanti – rilievi tecnici della Polizia Giudiziaria e di altri soggetti istituzionali, che incredibilmente non hanno trovato orecchie disponibili, per così dire… ai piani alti.
La lettura diretta di queste fonti ufficiali, alla quale invito caldamente, ha infatti il pregio della chiarezza e della immediatezza.
Questa sentenza è uno dei pochi esempi istituzionali in cui si dà atto dello stato di opacità che affligge da tempo la politica amministrativa berica.
Mi permetto di concludere questo articolo, richiamando alcuni passi di uno di questi esempi.
Dalle conclusioni della ” Terza relazione del Difensore civico del Comune di Vicenza, avv. Francesco buso, per l’attività svolta nel periodo 1 giugno 2001 – 31 maggio 2002″, pag. 157:
“…esiste, insomma, un intreccio di situazioni, in cui i comportamenti dei protagonisti sembrano rispondere a logiche precise; ciò che al difensore civico compete osservare é, purtroppo, che, in un siffatto contesto, i comportamenti amministrativi, nella sostanza, non sono coerenti con il perseguimento dell’interesse pubblico.
(…) si è verificata una scompaginazione del territorio con pregiudizio del pubblico interesse, dell’imparzialità dell’azione amministrativa, della legalità, quindi dell’eguaglianza dei cittadini, quindi della condizione di libertà loro dovuta.
Di tanto doverosamente questo difensore civico si fa carico di segnalare, sottolineando che tale stile di amministrazione favorisce l’affermarsi di un sistema sociale a basso contenuto di senso civico ed è destinato perciò, come suggeriscono gli studi di alcuni esperti di fama internazionale (cfr. Robert D. Putnam, La tradizione civica nelle regioni italiane, Mondadori ed.) a pregiudicare vieppù nel tempo il complessivo valore sociale ed economico dell’intera comunità>>.