Chiusura del punto nascite di Valdagno: il fallimento di una sanità che privilegia le armi alla vita

La Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista di Vicenza esprime la propria netta contrarietà alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Valdagno (ULSS 8 Berica).

Non si tratta di un semplice riassetto tecnico, ma dell’ennesimo segnale di un sistema sanitario che sta sistematicamente smantellando il diritto alla salute per le comunità locali.

Chiusure come questa rappresentano una scelta politica precisa: quella di contenere i costi di bilancio direttamente sulla pelle dei cittadini e delle cittadine.

Sacrificare un presidio fondamentale significa allontanare i servizi dai luoghi di vita, costringere le famiglie a lunghi spostamenti e indebolire la rete di protezione sociale della Valle dell’Agno.

Quando si taglia la sanità, si conferma una logica che considera la cura delle persone un costo da ridurre, anziché un investimento sociale da tutelare.

Non è una questione di “mancanza di risorse”, ma di priorità politiche. Mentre si sottraggono fondi alla sanità pubblica, lo Stato continua a investire enormi risorse verso il settore bellico e l’aumento delle spese militari.

È inaccettabile che in un Paese che nega il diritto a partorire vicino casa, si trovino sempre i miliardi necessari per armamenti e logiche di guerra a discapito del sociale e del welfare.

Rifondazione Comunista ribadisce che un’alternativa è possibile e necessaria.

Stop alla corsa al riarmo:  chiediamo un immediato spostamento dei fondi destinati alle spese militari verso il potenziamento dei servizi sanitari territoriali.

Giustizia fiscale: con la nostra proposta di LIP per l’1% di prelievo sulle grandi rendite finanziarie, potremmo reperire le risorse necessarie per garantire personale, strutture moderne e la riapertura dei presidi indispensabili, colpendo le grandi ricchezze anziché le tasche di chi lavora.

La chiusura del punto nascite di Valdagno è l’emblema di un modello che impoverisce il Paese e svuota il welfare.

Come Rifondazione Comunista, continueremo a mobilitarci al fianco dei cittadini e delle cittadine, organizzati nel comitato  “Il San Lorenzo non si tocca”,  per opporci a questo smantellamento e per pretendere una sanità pubblica, universale e capillare, che metta al centro la vita e la pace, non il profitto delle lobby delle armi e l’accumulazione dei grandi patrimoni.

Segreteria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza