Fratelli d’Italia vuole decidere quale cultura può avere cittadinanza. Un attacco grave alla libertà di espressione e all’autonomia delle realtà sociali.
Le dichiarazioni del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alex Cioni contro il Real Fest di Schio rappresentano un fatto grave e inquietante. Ancora una volta la destra tenta di utilizzare le istituzioni per colpire esperienze culturali, sociali e aggregative non allineate alla propria visione politica.
Dietro il pretesto di una presunta “neutralità” del patrocinio comunale si nasconde un’idea autoritaria della cultura: quella secondo cui solo le iniziative gradite alla destra meritano riconoscimento pubblico, mentre tutto ciò che esprime critica sociale, antifascismo, solidarietà e partecipazione dovrebbe essere escluso dagli spazi pubblici e privato di ogni sostegno.
È paradossale che sia proprio Fratelli d’Italia a invocare il pluralismo mentre mette sotto accusa una manifestazione che da anni anima il territorio di Schio con dibattiti, musica, cultura e partecipazione popolare. Per Cioni il problema non sembrano essere gli slogan, ma il fatto che esista una realtà indipendente, libera e dichiaratamente alternativa alla cultura dominante.
Rifondazione Comunista respinge con forza questa offensiva. Le istituzioni democratiche non devono esercitare un controllo ideologico sulle iniziative culturali, ma garantire il diritto di tutte e tutti a esprimersi nel rispetto della Costituzione.
Preoccupa inoltre il tentativo di delegittimare chi manifesta opinioni critiche nei confronti delle forze dell’ordine. In una democrazia la critica alle istituzioni è pienamente legittima e non può diventare il pretesto per colpire associazioni, festival o spazi sociali.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà agli organizzatori del Real Fest e a tutte le realtà che ogni giorno costruiscono cultura dal basso, partecipazione e confronto critico.
La cultura non deve essere addomesticata né censurata. Gli spazi pubblici appartengono alla collettività, non a chi vorrebbe trasformarli in strumenti di propaganda governativa.
Invitiamo il Comune di Schio a respingere ogni tentativo di intimidazione politica e a difendere l’autonomia delle iniziative culturali e associative del territorio.
La libertà di espressione non si concede per decreto e non si revoca con un’interpellanza di Fratelli d’Italia. Si difende, sempre.