IL BOSCO RESTA, IL TAV ARRETRA

Comunicato Stampa Prc Vicenza – Bosco Ex Lanerossi e Tav
IL BOSCO RESTA, IL TAV ARRETRA
Quando i cittadini uniti fermano il moloch delle grandi opere

Il Bosco ex Lanerossi è salvo. Non per grazia ricevuta, non per improvvisa illuminazione dei poteri forti, ma perché un gruppo di giovani cittadini e cittadine ha alzato la testa, ha acceso l’allarme, ha rotto il silenzio complice che accompagnava l’ennesimo scempio annunciato in nome del moloch TAV.

A loro va il nostro encomio solenne, politico e militante. A chi ha visto prima degli altri ciò che stava per accadere. A chi ha avuto il coraggio di dire no. A chi ha difeso uno degli ultimi boschi urbani di Vicenza come bene comune, sottraendolo alle ruspe, ai cantieri, alla logica predatoria delle grandi opere imposte dall’alto.

Un secondo, altrettanto forte encomio solenne va a quei giovani cittadini che hanno dimostrato, con i fatti, che il gigante si può fermare. Che il TAV non è una divinità intoccabile. Che ancora una volta i piccoli lillipuziani, uniti, organizzati, determinati, possono legare e deviare il grande Gulliver. Il cantiere si sposta. Il bosco resta. Questo è il dato politico essenziale.

Lo diciamo con chiarezza: il TAV resta un progetto mostruoso, calato sulla città senza un reale processo partecipativo, devastante per i quartieri, per l’ambiente, per la qualità della vita di migliaia di persone. Al sindaco Possamai ricordiamo che non basta rivendicare successi a posteriori, né spendere parole buone in tempi elettorali. È necessario contenere concretamente i danni che questo progetto sta provocando e continuerà a provocare alla comunità vicentina.

La salvaguardia del Bosco ex Lanerossi non è solo una vittoria della ragione e della pervicacia di cittadini attenti al Bene Comune. È soprattutto la dimostrazione lampante che il progetto TAV può essere modificato, migliorato, limitato. Che non è una tavola della legge scolpita nella pietra, ma un’opera umana, e come tale contestabile, correggibile, ridimensionabile.

Per questo invitiamo il sindaco Possamai a trarre una lezione politica chiara da questa vicenda: ascoltare di più, meglio e prima. Accogliere con maggiore interesse, attenzione e disponibilità le sollecitazioni che vengono da questi giovani cittadini che hanno a cuore la vivibilità, la salute e la sostenibilità della città attraversata dal TAV.

Gli amministratori devono finalmente rendersi conto che i cittadini non vanno ascoltati solo quando mettono una croce sulla scheda elettorale. Vanno coinvolti continuamente nel processo decisionale, se si vuole un’amministrazione della cosa pubblica che sia davvero buona, efficiente, trasparente e imparziale.

Chiediamo con forza che il sindaco Possamai si faccia promotore immediato di un tavolo tecnico e politico che coinvolga i comitati cittadini della zona est e della zona ovest, oggi giustamente preoccupati per l’attraversamento della città da parte dei cantieri TAV. Non un tavolo di facciata, ma uno spazio reale di confronto, con accesso alle informazioni, possibilità di incidere, rispetto per le istanze che vengono dal basso.

Il Bosco ex Lanerossi ci dice una cosa semplice e potente: resistere serve. Partecipare serve. Organizzarsi serve. Rifondazione Comunista continuerà a stare da questa parte: dalla parte di chi difende il territorio, di chi non si rassegna, di chi lotta per una Vicenza più giusta, più verde, più democratica.

La segreteria provinciale
Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza