PFAS, LE MULTINAZIONALI PAGHERANNO. MA GIUSTIZIA NON È ANCORA FATTA.

PFAS, LE MULTINAZIONALI PAGHERANNO. MA GIUSTIZIA NON È ANCORA FATTA. LA LOTTA CONTINUA.

Le sentenze del Consiglio di Stato condannano Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo ICIG come responsabili della bonifica del sito ex Miteni. Ma diciamo subito la verità: questo risultato lo hanno strappato le Mamme No Pfas e i comitati cittadini, non le istituzioni. A tutti loro, le mamme no PFas e i comitati, va la nostra totale solidarietà, piena e incondizionata.
Gli uomini che hanno gestito Miteni, però, sono liberi. Gli otto manager escono indenni: assolti in sede penale, ora scagionati anche sul fronte amministrativo. Hanno saputo che la gente beveva veleno. Hanno aspettato. Non pagano nemmeno per questo. Il diritto borghese funziona esattamente come è stato costruito: protegge i potenti e scarica i costi sulla collettività. I profitti erano privati. I danni sono collettivi.
La bonifica da 85 milioni è ancora sulla carta, i tempi incerti. Il presidente della Provincia, Nardin, promette partecipazione. Lo terremo a mente: le Mamme No Pfas e i comitati non vanno convocati per applaudire decisioni già prese. Devono poter decidere. E non accetteremo che si spacci la messa in sicurezza per bonifica.
Per decenni intere comunità vicentine hanno bevuto acqua avvelenata mentre le multinazionali incassavano profitti. Finché chi ha preso quelle decisioni passeggia indisturbato, la battaglia non è finita.

Con le Mamme No Pfas. Con i comitati. Fino in fondo.
Segreteria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza