Basta schiavitù. Diritti e sicurezza subito, non è fatalità ma sfruttamento.
L’incidente avvenuto nella sera di Pasqua a un giovane rider nelle strade di Vicenza non è un caso isolato, né una tragica fatalità.
È l’ennesimo sintomo di un modello economico predatorio che denunciamo da tempo come una vera e propria moderna forma di schiavitù.
Mentre le piattaforme digitali macinano profitti milionari, i lavoratori sono costretti a correre tra il traffico e le intemperie, privi delle tutele basilari, per pochi euro a consegna.
Il sistema del “ranking” e l’algoritmo impongono ritmi insostenibili che mettono a rischio l’incolumità fisica di chi, per necessità, accetta questo ricatto occupazionale.
Non possiamo più accettare che il diritto a una cena calda a domicilio valga più della vita e della sicurezza di un lavoratore.
Dietro la patina tecnologica delle app si nasconde un ritorno al cottimo dell’Ottocento, dove il lavoratore è considerato un ingranaggio sostituibile e privo di dignità.
Rifondazione Comunista Vicenza ribadisce con forza le proprie rivendicazioni:
Pieno riconoscimento del lavoro subordinato:
I rider non sono “imprenditori di se stessi”, ma lavoratori dipendenti a cui spettano ferie, malattia, contributi e assicurazione integrale contro gli infortuni.
Abolizione del cottimo:
La paga deve essere oraria e dignitosa, slegata dal numero di consegne effettuate.
Sicurezza garantita dalle aziende:
I dispositivi di protezione e la manutenzione dei mezzi devono essere a totale carico delle piattaforme, non dei lavoratori.
Esprimiamo la nostra massima solidarietà al ragazzo coinvolto e alla sua famiglia. Ma la solidarietà non basta: serve una lotta politica e sindacale senza quartiere per smantellare questo sistema di sfruttamento.
Invitiamo la cittadinanza e le istituzioni locali a non girarsi dall’altra parte e a sostenere le mobilitazioni dei lavoratori della gig economy.
La dignità non si consegna a domicilio.
Segreteria Provinciale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Vicenza