NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ASILI NIDO: SOLIDARIETÀ ALLE LAVORATRICI, GIÙ LE MANI DAL SERVIZIO PUBBLICO
Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza esprime piena, totale e incondizionata solidarietà alle lavoratrici comunali degli asili nido di Vicenza, oggi in stato di agitazione contro la decisione della Giunta Possamai di affidare a soggetti privati la gestione di tre nuovi nidi comunali.
Quella assunta dall’amministrazione comunale di centro-sinistra non è una scelta tecnica né obbligata: è una scelta politica precisa, che apre la strada allo smantellamento progressivo del servizio pubblico, colpendo diritti, salari e qualità educativa in uno dei settori più delicati e fondamentali per la collettività.
Come denunciato con chiarezza da FP CGIL, UIL FPL e CUB, l’appalto al privato delle assunzioni del personale dei servizi per la prima infanzia comporta inevitabilmente una disparità di trattamento retributivo e normativo tra lavoratrici che svolgono le stesse mansioni.
È una logica che produce precariato, turn-over, dumping salariale e deterioramento della qualità del servizio, scaricando sui bambini, sulle famiglie e sulle lavoratrici il prezzo delle scelte di bilancio.
Altro che “nessuna privatizzazione”: esternalizzare il personale, affidare la gestione al Terziario, rinunciare all’assunzione diretta è privatizzazione nei fatti, ed è sempre l’anticamera di ulteriori esternalizzazioni. Oggi tre nidi, domani l’intero sistema. La storia delle amministrazioni locali insegna che ogni varco aperto al privato diventa un precedente pericoloso e irreversibile.
Questa scelta colpisce in modo particolare le donne, che costituiscono quasi la totalità del personale dei nidi.
La “privatizzazione da sinistra” degli asili nido significa salari più bassi, contratti peggiori, maggiore sfruttamento e perdita di autonomia economica per migliaia di lavoratrici. È l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia di chi si riempie la bocca di parità di genere mentre colpisce direttamente il reddito femminile.
I tagli e le privatizzazioni non toccano mai consulenze, grandi opere inutili o apparati costosi: colpiscono sempre e solo i servizi pubblici rivolti ai soggetti più fragili – bambini, anziani, famiglie in difficoltà – trasformando diritti universali in prestazioni subordinate al profitto.
Il sindaco Possamai e la sua Giunta si assumono una responsabilità politica gravissima: quella di portare avanti la privatizzazione dei servizi educativi sotto una bandiera progressista, riproducendo un modello fallimentare già visto in troppe città governate dal centro-sinistra.
Vincoli di bilancio e tetti assunzionali non possono essere il paravento dietro cui nascondere una scelta che riduce i diritti del lavoro e indebolisce il controllo pubblico su servizi essenziali.
Rifondazione Comunista dice con forza:
i nidi devono essere pubblici, gestiti dal pubblico e con personale assunto direttamente dal Comune, con pieni diritti, salari dignitosi e stabilità lavorativa.
Saremo al fianco delle lavoratrici in ogni forma di mobilitazione e lotta.
Difendere gli asili nido pubblici significa difendere il lavoro, l’educazione, l’uguaglianza sociale e il futuro di questa città.
Giù le mani dagli asili nido.
Giù le mani dal lavoro delle donne.
La segreteria provinciale
Rifondazione Comunista
Federazione di Vicenza