Scuola sotto attacco: respingere delazione e censura

Quanto sta accadendo nelle scuole della provincia di Vicenza è grave e inaccettabile.
La distribuzione di volantini e questionari da parte di organizzazioni giovanili di destra che invitano gli studenti a segnalare presunti “insegnanti di sinistra” è un atto di delazione politica che introduce nella scuola pratiche intimidatorie e autoritarie. Non è confronto né pluralismo: è schedatura, è pressione, è un attacco diretto alla libertà di insegnamento e al ruolo educativo della scuola pubblica.
La libertà di insegnamento, tutelata dalla Costituzione, viene messa in discussione da iniziative di chiaro stampo autoritario e fascista. Chi parla di “neutralità” vuole in realtà una scuola muta, normalizzata, addomesticata, incapace di formare coscienze critiche.

Esprimiamo piena solidarietà ai docenti colpiti, agli studenti che hanno denunciato questi fatti e alle organizzazioni sindacali che sono intervenute. Colpire un insegnante significa colpire l’intera comunità scolastica.

Questi episodi non sono isolati. Si inseriscono in un clima persecutorio verso la libertà di pensiero, alimentato da scelte politiche precise. Le iniziative delle organizzazioni giovanili di destra sono sostenute e precedute dalle circolari del Ministro dell’Istruzione e del Merito (prot. 5836 del 7/11/25 e 6545 del 12/12/25), che rappresentano uno strumento di controllo ideologico. Con il pretesto del pluralismo, limitano l’autonomia scolastica e impediscono una reale didattica critica su temi centrali dell’attualità, dal genocidio in atto in Palestina alle contraddizioni della politica estera del governo.
Lo diciamo senza ambiguità: la scuola deve restare un luogo di confronto libero e di formazione critica, non uno spazio di controllo politico.
Non accettiamo censure preventive, né dai fascistelli in cerca di visibilità, né dai fascistoni che occupano il potere istituzionale. Non siamo disponibili a imbavagliare il pensiero critico per compiacere chi è sempre stato estraneo alla Costituzione nata dalla Resistenza.
Chiediamo alle istituzioni di intervenire immediatamente per fermare questa deriva liberticida.
Ma diciamo con chiarezza che non ci affideremo alla sola benevolenza delle istituzioni.
Invitiamo docenti, studenti e dirigenti scolastici a respingere collettivamente ogni applicazione repressiva delle circolari e a organizzare la risposta sindacale necessaria.
La scuola pubblica non si piega.
La libertà di insegnamento non si tocca.

La segreteria provinciale

Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza